BLOCCO PSICOLOGICO – LA TERAPIA EFFICACE

blocco psicologico - studio psiché

Il blocco psicologico è un vincolo di origine emotiva e/o cognitiva che ostacola la volontà di muovere nella direzione desiderata. Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo approfondire il tema con l’ausilio di alcuni casi esemplificativi.

BLOCCO PSICOLOGICO – DI CHE SI TRATTA?

Il blocco psicologico è una condizione di impotenza rispetto alla volontà e rappresenta un ostacolo apparentemente insormontabile, infatti la persona, pur volendo superarlo non riesce, in quanto la ragionevolezza, la logica, l’autoconvincimento (“non devo aver alcun timore” “posso farcela se mi sforzo un po’“devo stare calmo”) non funzionano.

Il blocco psicologico può accompagnarsi ad ansia, paure, panico ed implicare un’iperattivazione fisiologica spesso invalidante (sudorazione, tremore, irrigidimento, battiti cardiaci e respirazione accelerati, ipersensibilità neurologica e muscolare). Quando persistente e non curato può provocare una reazione depressiva, causata dal senso di impotenza (“non supererò mai la paura”).

BLOCCO PSICOLOGICO – NATURA E CAUSE

Il blocco psicologico può essere di natura emotiva o/e cognitiva.

Blocco emotivo – il normale flusso emotivo viene bloccato a causa di un evento traumatico o di un apprendimento disadattivo. Gli eventi traumatici possono condurre la persona ad inibire gli affetti nel tentativo di padroneggiare il trauma. Un’educazione rigida o l’acquisizione di determinati modelli culturali possono impedire l’espressione emotiva spontanea.

Blocco cognitivo – di norma è conseguenza del blocco emotivo, essendo le due dimensioni intimamente correlate. Così la paura di mettere in atto un certo comportamento, può condurre fatalmente il cervello a produrre pensieri disfunzionali altrettanto inibenti (“non posso salire sul palco, di sicuro mi prenderebbe il panico e non riuscirei a parlare”).

BLOCCO PSICOLOGICO – LA TERAPIA EFFICACE

Come intervenire per superare definitivamente il problema?

Esistono diverse strategie di intervento. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è il modello elettivo per affrontare questo tipo di disagio. Si basa sul concetto che il comportamento è determinato da schemi cognitivi elaborati nel corso dell’esperienza di vita. Il cervello processa gli stimoli provenienti dall’esterno per poi organizzare, categorizzare e memorizzare il risultato dell’elaborazione, attraverso specifici schemi di pensiero utili ad analizzare le esperienze future ed a orientare il comportamento. Ne deriva che la realtà così come ce la rappresentiamo (ciò che percepisco) è cosa diversa dalla realtà obiettiva (ciò che è). E tale considerazione risulta strategica per sciogliere il blocco psicologico.

BLOCCO PSICOLOGICO – IL CIRCOLO VIZIOSO

Alessandra è una professionista affermata. Da quando è stata promossa è necessario che di tanto in tanto parli in pubblico: “fin dalla prima volta è stato drammatico. Ho iniziato a sudare, non riuscivo a spiccicar parola ed ero in forte imbarazzo per la figura tremenda che stavo facendo. Da quella volta sono terrorizzata. Ho provato di tutto per calmarmi, ma niente. Ho bisogno di aiuto. Da sola può solo peggiorare.”

Federica è innamorata. Dovrebbe essere al settimo cielo ed invece: “l’idea di entrare in contatto fisicamente mi paralizza. Sono presa dal panico all’idea di fare l’amore con lui. Il che è assurdo perché mi piace, so che di lui mi posso fidare, che è diverso dagli uomini conosciuti prima. Eppure non riesco a sboccarmi, a viverla con serenità. Ed ho paura che alla lunga il mio problema comprometta la relazione.”

Alberto è un giovane solitario. Non riesce a legare e fare amicizia con i coetanei: “quando sono in mezzo agli altri provo un forte disagio, non riesco ad esprimermi, resto in silenzio a far tappezzeria, per cui preferisco star da solo.”

Dai casi riportati risulta evidente come il blocco emotivo (ansia, paura, panico…) conduce sempre a convinzioni disadattive (“non posso farcela” “senz’altro andrà male” “ogni volta succede che”) in grado di confermare l’inibizione in un circolo vizioso. In tutta evidenze, è la mente ad aver prodotto tali schemi disfunzionali sulla scorta dell’esperienza emotiva appresa.

Come uscire da questo impasse? Utilizzando una tecnica psicologica che consente di accedere alle cause emotive profonde che hanno determinato il blocco mediante una via non razionale, quindi senza forzare il blocco ma aggirandolo. Scopriamo come.

BLOCCO PSICOLOGICO – LA MENTE LATERALE

Con questo termine si indica l’evocazione e l’utilizzo di processi mentale a latere della mente cosciente, ossia in uno stato di rilassamento totale. Lo scopo è di attivare risorse profonde non raggiungibili a livello razionali con lo scopo di supportare il soggetto nel trovare soluzioni nuove ed alternative.

Si tratta di favorire l’attivazione di processi subcoscienti utili a generare l’auspicato cambiamento.

blocco psicologico - studio psiché

BLOCCO PSICOLOGICO – QUALE LA TECNICA EFFICACIA?

Fu J.L. Fosshage negli anni ’80 del secolo scorso tra i primi a riconoscere che l’attività mentale favorisce lo sviluppo adattivo ed al contempo l’organizzazione e la riparazione dei processi psichici. Una decina di anni dopo, L. Greenberg affermava che la funzione primaria del sogno consiste nell’elaborazione ed integrazione dell’esperienza attuale con i ricordi in memoria. Teoria confermata negli anni 2000 da M. Bertini, il quale rileva come la modalità onirica non appartenga solo al sogno o al sogno ad occhi aperti. Anche durante la veglia si innestano periodi brevi in cui il cervello è in modalità sognante. Tali fasi brevi prendono il nome di cicli ultradiani, ossia variazioni fisiologiche in cui l’organismo si ritira in elaborazione dei contenuti psichici ed eventualmente li ripara. L’apporto più interessante è quello di E. Rossi che attorno al 2005 concettualizza la Dream Protein Hypotesis, vale a dire la teoria in base a cui quando la mente è offline (sonno, riposo, ipnosi, rilassamento, meditazione…) il cervello elabora gli apprendimenti complessi, i comportamenti, i ricordi, gli eventi stressanti e la sofferenza psicologica espressa nei sintomi. Ciò avviene grazie a ricorrenti processi bioinformatici ovvero cicli mentali in cui la mente offline modifica la sintesi proteica, codifica ed esprime i geni ed utilizza le risorse inconsce allo scopo di riparare i danni provocati da esperienze spiacevoli, stress, traumi, il tutto a scopo auto-terapeutico.

BLOCCO PSICOLOGICO – CONCLUSIONI

Le ricerche scientifiche in ambito neuroscientifico quali quelle citate ed altre ad esse correlate testimoniano come l’utilizzo delle visualizzazioni in stato di rilassamento consenta al soggetto di:

  • far emergere ed assumere consapevolezza circa i motivi della propria sofferenza in modo indiretto, non traumatico, ricorrendo alle immagini oniriche che il cervello produce in dream state,
  • di vincere, in maniera spontanea le resistenze psichiche eventuali,
  • di rielaborare blocchi di natura emotiva e traumatica,
  • di produrre, mediante la narrazione immaginativa, le risorse per il cambiamento,
  • di accrescere la spinta evolutiva attraverso le nuove informazioni e le nuove prospettive offerte dalla visualizzazione stessa.

Il risultato è un’evidente propulsione al cambiamento funzionale, al ri-adattamento, alla risoluzione del blocco in maniera morbida ma assolutamente efficace.

La tecnica delle visualizzazione risulta efficace anche applicata ad altri ambiti: disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, fobia sociale, DSPT, genofobia (fobia del contatto fisico e del rapporto sessuale), disturbi sessuali e annessi, psicosomatizzazioni, dismorfismo corporeo, disturbi nutrizionali.

Studio Psichè - Chi Siamo

Da oltre vent’anni lo Studio Psiché, coordinato dalla Dr. Francesca Minore, si occupa di benessere e salute psicologica. Dal 2019, in seguito alla pandemia da Covid 19 che ha determinato un incremento di richieste, lo Studio ha messo a punto un  servizio online di counseling e psicoterapia specificatamente pensato per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento altrettanto produttivo ed efficace anche quando svolto online.