IL TRADIMENTO – LE MOTIVAZIONI PROFONDE

tradimento - studio psiché milano

ALCUNE MOTIVAZIONI PROFONDE AL TRADIMENTO

Il tradimento può celare motivazioni profonde che è bene far emergere. Perché aver consapevolezza delle cause consente di comprendere in che direzione muoversi. Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo, per uscire dal disagio e dall’impasse in cui spesso versa chi tradisce, vogliamo suggerire degli spunti di riflessione con l’ausilio di alcuni casi esemplificativi.

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TRADIMENTO – COSA COMPORTA A LIVELLO PSICHICO

Il tradimento è spesso vissuto con disagio ed ambivalenza e si accompagna a pensieri ossessivi circa:

  • la soluzione da adottare (“che faccio ora?!” “chi scelgo?”),
  • le cause che spingono a comportarsi così (“non avrei mai pensato di farlo”, “ho perso il controllo”).

Può inoltre comportare sentimenti svalutativi verso se stessi (“ma che persona sono?!” https://supportopsicologicoonline.com/amo-due-persone/possibile che mi ritrovo ancora a scegliere tra due persone?” “non sono capace di stare in una relazione” “sono un immaturo” ecc.)

TRADIMENTO – I CASI ESEMPLIFICATIVI

Matilde, donna brillante e sensibile, convive ormai da diciassette anni con il compagno. Il loro è un rapporto solido, si sono conosciuti al liceo e sono praticamente cresciuti insieme: “Io amo Stefano, non avrei mai pensato di finire in questa situazione. Soffro perché non riesco ad uscirne: amo il mio compagno ma al contempo non posso pensare di perdere Aldo, il mio collega, con cui si è creata una sintonia speciale, siamo molto affini.”

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Leonardo è combattuto tra due donne ormai da troppo tempo. Non riesce a decidere con quale impostare una relazione stabile ed esclusiva: “Ho provato a trascorrere tempo con una e con l’altra. Sono diverse caratterialmente, una più dolce ed entusiasta; l’altra più matura ma provata dalla vita, forse più fredda, seppur capace di restituirmi un senso di solidità a cui non posso rinunciare.

Come posso scegliere?! Quando ci provo, all’inizio mi sento bene, mi sembra di essere convinto della donna che scelgo. Ma dopo poco ricomincia l’ansia e corro a cercare l’altra. E’ come se nuotassi continuamente tra due rive senza poter trovare un approdo.”

Salvatore conduce due vite parallele da molti anni: “Due esistenze completamente diverse, con due donne di età diverse. Dovrei forse ritenerlo un privilegio, invece mi sento scisso psicologicamente, non capisco chi sia davvero io. Per cui sto male, ne risente il mio umore e la notte mi arrovello in cerca di una via d’uscita invece di dormire.”

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TRADIMENTO – LE MOTIVAZIONI PROFONDE

Tra le pieghe delle esternazioni di autentico disagio, i racconti delle persone citate adombrano le motivazioni profonde della condizione in cui si trova invischiato chi tradisce. Più in dettaglio:

TRADIMENTO – MATILDE E LA RISCOSSIONE DI UN CREDITO

Matilde afferma di amare il compagno, ma col collega riscontra una sintonia a cui non è disposta a rinunciare. Che cosa significa? Nel corso dei colloqui la donna approfondisce il significato dell’affinità a cui fa riferimento. Ciò di cui non riesce a far a meno pare essere la capacità del collaboratore di offrirle attenzione e supporto: “Sa motivarmi, mi aiuta a trovare soluzioni, mi apprezza quando ottengo un risultato”.

A partire da tale consapevolezza, è giusto domandarsi che cosa profondamente Matilde vada cercando. Gradualmente emerge il passato della donna. In particolare l’assenza del padre, come lei dedito al lavoro e poco presente in famiglia. Matilde non ritiene di aver mai ricevuto dal genitore né attenzione, né riconoscimento del proprio valore “Nonostante mi impegnassi senza tregua per essere vista!” Ecco dunque il ruolo che il collega riveste. A seguito dell’atteggiamento supportivo che le ha dimostrato, Matilde lo ha investito di un ruolo non suo.

Ha spostato su di lui la richiesta del credito mai estinto dal padre. Ed è proprio la pregnanza che riveste l’esigenza di riconoscimento mai soddisfatta a determinare il sentimento di irrinunciabilità della relazione col collaboratore nonostante ami il compagno. Al momento i due rapporti possono coesistere nella misura in cui svolgono ruoli differenti nell’organizzazione psichica della donna.

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CHE FARE?

In questi casi è importante assumere consapevolezza circa le vere ragioni del sentimento. Nel caso specifico non si tratta di amore, quello è riservato al partner. Una volta presa coscienza circa lo stato delle cose e fatti emergere gli affetti legati alla carenza di attenzione dell’infanzia, è necessario produrre un cambiamento evolutivo. Matilde dovrà apprendere come provvedere lei alla sua autostima e all’auto-motivazione senza ricorrere a surrogati che mai colmeranno davvero il vuoto di riconoscimento del genitore.

Non si tratta di un processo semplice. Richiede la volontà di sviluppare quegli aspetti del Sé di cui la storia personale l’ha resa sguarnita. Il premio per la fatica consisterà nel non aver più bisogno di stampelle fittizie per percorrere la propria strada. Fiera, sicura di sé, al fianco dell’uomo che da sempre ama.

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TRADIMENTOLEONARDO ED IL SE’ GRANDIOSO

Leonardo è dilaniato dal dover compiere la scelta tra due donne che dichiara di amare allo stesso modo per ragioni differenti. Ma è possibile amare due persone contemporaneamente? No, se ci riferiamo all’amore maturo, a cui si giunge alla fine di un processo evolutivo, di un percorso costituito da tappe di sviluppo che origina nella prima infanzia.

L’amore adulto consente all’individuo di investire su di un oggetto (Jacobson, Klein) sapendolo mantenere saldamente nonostante gli aspetti contraddittori, i limiti, i difetti del partner. Significa saperlo alimentare con costanza nel tempo, alternando il dare ed il ricevere. E’ possibile amare due persone contemporaneamente se l’investimento è immaturo. Se per amore s’intende il ricevere conferma del proprio valore e/o della propria capacità di esercitare un’influenza sull’altro, di controllarlo.

Ed in effetti questo è il caso di Leonardo. Cresciuto in una famiglia in cui era considerato il figlio prediletto, quello su cui veniva riversata ogni aspettativa di successo perché dotato di qualità che i fratelli non avevano: “Tutti, fin dall’infanzia, hanno contato su di me. Mio padre mi ha trasmesso l’idea che io potessi raggiungere ogni traguardo perché avevo una marcia in più. Mi ripeteva che sono speciale.” Non è stata una fortuna, anzi l’essere il figlio prediletto ha ingenerato in Leonardo l’onnipotente convinzione di poter avere tutto quanto desidera.

Di più, la convinzione che a lui sia lecito prendere senza chiedere, perché tutto gli è dovuto. E di conseguenza l’uomo imposta le sue relazioni. Prende senza dare. Ordina perentoriamente, incurante dei bisogni e dei sentimenti di chi manipola.

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CHE FARE?

L’uomo è vittima del suo stesso Sé grandioso, dell’idea di unicità e superiorità che ha respirato fin dall’infanzia. Età in cui, peraltro, i genitori non hanno accompagnato alle aspettative, la costruzione nel figlio di una personalità dotata di intelligenza emotiva.

Leonardo è cresciuto spietato e calcolatore. Vorace dell’affetto autentico che gli è mancato ed incapace di sintonizzarsi empaticamente con gli altri. Ed infatti: “Mi sento solo e vuoto malgrado abbia due donne a mia disposizione” confessa.

Che fare? Il percorso di cambiamento per Leonardo implica la presa di coscienza della realtà. Di quella autentica che i genitori hanno trascurato di mostrargli. Crescere per lui significa accettare la delusione di non essere onnipotente (Falso Sé) prendendo atto, ossia accettando e riconoscendo, la propria umanità (Vero Sé), fatta pure di vulnerabilità e debolezza. Crescere significa apprendere come entrare autenticamente in contatto con l’altro. Il premio per la fatica? Imparare ad amare ed essere amato. Per davvero.

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TRADIMENTO – SALVATORE ED IL SUO BAMBINO VORACE

Il racconto di Salvatore è doloroso e appassionato: “Agli occhi del mondo sono fortunato ad avere due donne che farebbero di tutto per me ed invece mi sento confuso, deluso da me stesso, dilaniato da una scelta che non riesco a compiere. Ho bisogno di capire in che direzione muovermi.” Che cosa spinge questa persona sensibile a portare avanti due storie parallele? Nel corso dei colloqui emergono alcuni elementi chiave: “Marianna è molto più grande di me. E’ la mia guida, a lei so di potermi affidare. La sua professione? E’ una docente universitaria con il piglio direttivo dell’insegnante!” sorride Salvatore “Anita è mia coetanea, una fiorista idealista, sempre pronta all’ascolto.” Sul piano razionale non se ne esce: agli occhi dell’uomo risulta impensabile rinunciare all’una o all’altra sulla base delle caratteristiche di personalità. Ed in effetti, ciò che spinge Salvatore non è logico e razionale. Per attingere alle ragioni profonde sarà utile effettuare una serie di visualizzazioni guidate, in grado di consentire l’accesso ad una sfera psichica di qualità onirico-subliminare, ossia al di sotto del livello di coscienza e del controllo della razionalità.

CHE FARE?

Gradualmente emergono le prime immagini spontanee. Salvatore visualizza il se stesso bambino che ha appena perso la mamma: “Sono piccolo, nella mia cameretta. Sento freddo e provo un cupo senso di vuoto ed angoscia. Non c’è nessuno a consolarmi, a darmi una spiegazione di quanto accaduto ed io invece ne ho bisogno. Perché non capisco ed il fatto che tutti evitino di parlarne mi sconforta ancora di più.” Le immagini ed i ricordi ora si rincorrono, si associano una all’altra in una maglia di significati che porta l’uomo a consapevolizzare. Per esempio che il suo sviluppo affettivo è restato fissato al trauma infantile. Che ancora oggi, in una coazione a ripetere esasperata e dolorosa, quel bambino cerca di riprodurlo nel tentativo di padroneggiarlo, di riscuotere l’antico credito: “Io con Marianna mi comporto come il bimbo di allora. Mi chiudo, mi isolo fino a che lei viene a prendermi e mi spiega come funziona la vita, come dovrei comportarmi. Lei rappresenta la guida di cui da quel giorno ho sempre sentito la mancanza. E’ necessaria per colmare il grande vuoto che ho dentro.” Alla donna Salvatore ha delegato la funziona adulta, direttiva, saggia che a seguito del blocco traumatico per il lutto infantile non ha potuto sviluppare. Prenderne coscienza suscita in lui una reazione sana di ribellione ed attiva l’esigenza di disporre di un’istanza adulta in grado di guidare la sua vita. Aspetto a cui si lavorerà nel corso degli incontri successivi.

Tempo dopo affermerà: “Anita ai miei occhi sembra sempre più essere la compagna di vita, quella alla pari. Un’adulta a cui prendere la mano per costruire un progetto insieme.” Quella con cui confrontarsi utilizzando la competenza adulta che l’uomo sta nel mentre consolidando.

Perché ora Salvatore è pronto a compiere un passaggio evolutivo imprescindibile, a spostarsi dal tempo fisso del trauma per costruire una sua dimensione adulta in grado di aver cura del suo bimbo interiore senza vicariare la madre persa tanti anni fa con surrogati attuali. Non sarà semplice uscire dalla sua confort zone e provvedere a riempire il vuoto da solo, fidando nelle risorse adulte finora inutilizzate. Non sarà facile, ma alla fine della strada lo aspetta la donna a cui prendere la mano per costruire insieme un futuro comune.

Studio Psichè - Chi Siamo

Da oltre vent’anni lo Studio Psiché, coordinato dalla Dr. Francesca Minore, si occupa di benessere e salute psicologica. Dal 2019, in seguito alla pandemia da Covid 19 che ha determinato un incremento di richieste, lo Studio ha messo a punto un  servizio online di counseling e psicoterapia specificatamente pensato per funzionare come le sessioni in presenza in termini di approccio metodologico, tecniche e protocolli utilizzati. Tutto ciò al fine di garantire un intervento altrettanto produttivo ed efficace anche quando svolto online.