La relazione non funziona più, che fare? Come intervenire per superare la crisi? Tra i vari argomenti trattati dallo Studio Psiché, con la Dr. Francesca Minore, in questo articolo vogliamo affrontare il tema con l’ausilio di alcuni casi esemplificativi.

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ToggleLa relazione non funziona più, che fare? – I segnali di cui tener conto
- Manca la comunicazione, abbondano i fraintendimenti, i silenzi, le recriminazioni. La frustrazione è palpabile.
- Viene meno il desiderio, i momenti di intimità fisica sono più rari, manca la connessione emotiva.
- La progettualità di coppia subisce un arresto: ci si trova senza obiettivi comuni, ci si muove in autonomia e si fantastica su altre persone.
- Si trascorre sempre meno tempo insieme e quello condiviso non è di qualità.
- Aumenta il malessere psicofisico individuale (per es. ansia, depressione, dolori somatici, irritabilità, deconcentrazione, fatica a prendere sonno, insonnia)
Questi sono solo alcuni degli indicatori che segnalano quando la relazione si trova pericolosamente in stallo. Bene dar loro riconoscimento, non sottovalutarli, non trascurarli. Intervenire apportando dei correttivi è la modalità vincente per uscire dalla crisi. Quali correttivi? Approfondiamo insieme.

La relazione non funziona più, che fare? – Non temere le crisi
I momenti critici sono fisiologici all’interno del ciclo di vita della coppia. Come ogni altro sistema infatti, anche il sistema-coppia è costantemente in trasformazione. Ed ogni fase evolutiva implica un compito di sviluppo e dunque una crisi da superare. Per esempio, lo stadio dell’innamoramento impegna entrambi i partner nella sfida di lasciarsi coinvolgere, rischiare, investire sull’altro, affidarsi. Quando la relazione si stabilizza (nuovo stadio evolutivo) accade poi che inevitabilmente del partner emergano limiti e difetti caratteriali. Succede che il compagno in parte deluda le aspettative. Pertanto il compito di sviluppo di questa nuova fase della vita di coppia consiste nell’abilità di distinguere l’ideale dal reale sapendo accogliere il partner reale, accettandolo nella sua complessità.
Nel corso del tempo, il sistema coppia attraverserà ulteriori fasi e crisi (nascita eventuale dei figli, loro uscita di casa, pensionamento) per cui si renderà necessario non desistere ma intervenire con le giuste modalità per riequilibrare ogni volta il rapporto. Capiamo come.

La relazione non funziona più, che fare? – L’equipaggiamento per il viaggio:
La vita di coppia può essere descritta come un viaggio metaforico, una traversata per mare. Fondamentale, affinché l’impresa riesca, conoscere ed utilizzare la strumentazione di bordo. Solo così sarà possibile affrontare perturbazioni e tempeste senza compromettere la navigazione. Di seguito alcuni indispensabili strumenti, per i momenti di crisi:

La relazione non funziona più, che fare? – 1. la comunicazione efficace
Una buona comunicazione implica:
l’esprimersi in modo chiaro ed aperto, senza sottintesi, evitando l’utilizzo di strategie manipolatorie, accertandosi di spiegare il proprio punto di vista senza pretendere che l’altro lo intuisca. Convinzioni quali: “dovrebbe capire da solo” “dovrebbe conoscermi” o “se mi ama dovrebbe arrivarci spontaneamente” sono inadeguate ad una comunicazione efficace. Perché il partner non è telepatico e perché il suo approccio alla questione dipende dal suo temperamento, dall’educazione, dall’esperienza personale, dal ruolo che occupa nel contesto. E’ quindi nostro interesse parlare con chiarezza per evitare fraintendimenti.
Caso esemplificativo
Adele e Massimo stanno discutendo. Adele si rifiuta di raccontare gli episodi del suo passato che ancora la condizionano impedendole di affidarsi al partner. Massimo reagisce male al suo rifiuto “Se non ti apri con me, come puoi dire di amarmi? Lo vedi?! Siamo sempre più distanti!”
Adele giustifica la sua scelta con il timore che il compagno non capisca. Ma commette un errore. Il suo comportamento non fa che alimentare la convinzione di Massimo circa la loro distanza emotiva ormai incolmabile. Data la sua legittima difficoltà, una valida alternativa potrebbe essere quella di condividere con lui l’ansia ed il timore che la assalgono, chiedendogli comprensione e supporto. Coinvolgere l’altro manifestando i propri timori costruisce ponti e consente di attraversare insieme il disagio e superare gli ostacoli emotivi.

La relazione non funziona più, che fare? – 2. occhio alla lettura del pensiero
Comunicare bene significa astenersi dalla lettura del pensiero ossia dall’interpretazione di quanto l’altro pensa “la conosco fin troppo bene, so cosa ha in mente.” Certamente ognuno di noi conosce il partner, eppure di volta in volta cambia la situazione ed il contesto emotivo, non possiamo essere certi di cosa gli passi per la mente. Inoltre si cresce, si cambia, si accumulano esperienze che possono esitare in un modo nuovo e diverso di reagire agli eventi. Meglio chiedere ed ascoltare la risposta dunque.
Caso esemplificativo
Prisca e Matteo sono ad un punto morto della relazione. Prisca ritiene che il marito sia oberato di impegni e stressato dagli incarichi professionali “credo sia questo a renderlo irritabile.” Matteo dichiara invece che la sua inquietudine è generata dalla compagna che non trascorre mai il tempo con lui “Ora si dedica al volontariato! Molto bene, peccato non ci sia mai, né mai mi coinvolga!” Risulta evidente che la loro comunicazione sia falsata dalla lettura del pensiero (“credo sia per questo”) oltre che dalla mancata espressione delle ragioni reali del malessere. Impossibile così per la coppia individuare i motivi della crisi e tantomeno risolverli. Per superare l’impasse sarà necessario imparare a porre domande, ascoltare le risposte ed assumersi ciascuno il rischio di esprimere chiaramente la causa del proprio malessere. Solo una volta emerso il problema si potrà trovare la soluzione adeguata per entrambi.

La relazione non funziona più, che fare? – 3. l’ascolto attivo
Ascoltare non equivale a sentire. Significa piuttosto disporsi alla comprensione empatica del vissuto emotivo dell’interlocutore e all’accettazione del suo punto di vista evitando il giudizio.
Caso esemplificativo
Adolfo ha appena espresso il desiderio di avere un figlio. Miriam si mostra riluttante. Adolfo la osserva perplesso e confuso “Immaginavo una reazione diversa… che succede, vuoi parlarmene?” L’apertura dell’uomo è funzionale a vincere le resistenze della compagna che replica “Lo vorrei anch’io, ma essendo oberata dagli impegni lavorativi, temo di ritrovarmi esaurita come l’anno scorso.” “Capisco cosa intendi, del resto gli effetti dello stress l’altr’anno sono stati pesanti per entrambi. Se mi dici che desideri un bimbo anche tu, cosa credi ti potrebbe aiutare a vincere la paura di ripiombare nell’esaurimento?” Miriam si calma e riflette. Poi spiega quali azioni preventive potrebbero tranquillizzarla e convincerla a concretizzare il loro obiettivo. Quello di Adolfo è un esempio efficace di ascolto attivo.

La relazione non funziona più, che fare? – 4. gli agiti
Ci riferiamo a quei comportamenti altamente disfunzionali mediante cui si cerca di ottenere soddisfazione ai propri bisogni senza comunicarli, ma spingendo l’altro ad una reazione. Si tratta di dinamiche disadattive importanti, in grado di portare la coppia alla rottura.
Caso esemplificativo
Lea si sente sola, ha grande necessità di ricevere affetto e contenimento a seguito di un’infanzia difficile. Ma non sa chiedere al partner. Provocare piuttosto: si mostra seduttiva verso altri uomini, svaluta il marito, si propone in modo violento ed isterico. Si tratta di modalità manipolatorie apprese nell’infanzia, quando queste rappresentavano l’unico modo di attrarre l’attenzione delle figure di riferimento “che mi battevano” ma che nel farlo paradossalmente si accorgevano di lei. Provocare per ricevere attenzione è dunque per Lea una modalità relazionale appresa. Ma i suoi agiti, così come la risposta violenta del marito, sono responsabili della spirale discendente in cui la coppia si trova a vivere. Producono grande sofferenza, confermano le convinzioni disfunzionali circa se stessi e l’altro, ingenerano escalation pericolose.

La relazione non funziona più, che fare? – 5. occhio ai silenzi
Antonio è convinto sia “meglio risolversi da soli certi malesseri, per non rovinare l’armonia di coppia, per non turbare la mia compagna“. Di conseguenza non condivide con la fidanzata le preoccupazioni circa la sua salute. Finge vada tutto bene. Gilda però percepisce il turbamento e così lo descrive “Da qualche tempo si chiude in se stesso, non ha entusiasmo per quanto gli propongo, è distratto, temo non sia più coinvolto come un tempo e questo mi porta di reazione a chiudermi, ad allontanarmi da lui.” Risulta chiaro come il tacere sia foriero di fraintendimenti pericolosi. Amare una persona significa imparare ad affidarsi, a confidare nel suo supporto e condivisione. Significa arrischiarsi a mostrare le proprie fragilità senza temere minino l’immagine che l’altro ha di noi. Mostrarsi vulnerabili non è né facile né scontato. Farlo può significare rieditare antichi dolori e rifiuti. Qualora i cerchi del passato non siano del tutto chiusi, è bene considerare la coppia come un’occasione riparativa, ossia un luogo dell’anima in cui esiste la possibilità di vivere un’esperienza finalmente diversa e positiva.
Caso esemplificativo
Silvia ha alle spalle un passato familiare di grande sofferenza, una madre richiedente e poco disponibile, un padre periferico. Ha imparato a contare solo su se stessa ed ora, in coppia, ha enormi difficoltà a mostrarsi vulnerabile e bisognosa di amore. Grazie alla ferma disponibilità del compagno, la donna gradualmente si avvicina e si apre “Per la prima volta qualcuno è restato, non mi ha giudicato, anzi mi ha accolta totalmente.” La riparazione consiste in questo, nell’esperire una modalità relazionale nutriente e contenitiva, dove l’anima possa rifiorire.

La relazione non funziona più, che fare? Quando rivolgersi allo specialista
Intraprendere un percorso di counseling è sempre una risorsa nei momenti di crisi. L’intervento fornisce infatti gli strumenti utili per:
1. individuare le ragioni profonde della crisi
2. apprendere l’utilizzo di strumenti comunicativi e relazionali volti a riaprire il dialogo
3. riconoscere i punti di forza peculiari della coppia, magari appannati dalla delusione o dal tempo
4 ritrovare la sintonia utili a ricostruire l’intimità.
L’esperienza ventennale dello Studio Psiché garantisce accoglienza, qualità e competenza professionale, al servizio oggi anche del percorso online. La metodologia è stata pensata per equiparare l’efficacia ai colloqui in presenza. Richiedi un consulto esplorativo per conoscere i dettagli.





